Some specimens of Japanese nightingales were seen and photographed on the morning of Sunday, February 8, 2026, in the Berici Hills in the province of Vicenza.
La Festa degli Innamorati si celebra ogni anno nel mondo in molti paesi il 14 febbraio, giorno di San Valentino.
Una data, il 14 febbraio, non scelta a caso per questa ricorrenza.
Un po’ di Storia
All’epoca dell’antica Roma Imperiale esisteva un’importante festività in onore del dio Fauno Luperco, associato alla fertilità, che si svolgeva dal 13 al 15 febbraio.
Con il consolidarsi del Cristianesimo nel 492 d.c. questa festa pagana venne abolita e al suo posto venne istituita, da papa Gelasio I, una festa dedicata all’amore in onore del vescovo martire San Valentino di Terni che nel corso della propria vita si era speso per sostenere e difendere coppie di innamorati, celebrando ad esempio matrimoni che andavano spesso contro le leggi di quel tempo. Secondo la Storia il Santo Valentino morì martire, decapitato, il 14 febbraio dell’anno 273 in quanto non volle rinnegare difronte all’autorità imperiale romana la sua fede cristiana.
Secondo un’antica leggenda
Secondo un’antica leggenda il sacerdote Valentino aveva la consuetudine di aprire il giardino della sua abitazione ai bambini in modo che potessero liberamente giocare al suo interno.
Un giorno però Valentino fu arrestato e portato in prigione e da quel momento i bambini non poterono più accedere al giardino.
Venne però in loro aiuto una coppia di colombi che, come i bambini, frequentava quel luogo.
I colombi riuscirono a trovare dov’era rinchiuso il Santo. Si avvicinarono alle sbarre della prigione. San Valentino legò al loro collo la chiave del proprio giardino e un contenitore a forma di cuore con dentro un biglietto con un messaggio d’amore indirizzato ai bambini firmato “Valentino”.
I due piccioni a quel punto ripresero la via del ritorno e portarono la chiave e il messaggio d’amore ai giovani e alle persone che San Valentino tanto amava.
Trovare durante il freddo mese di gennaio ancora i frutti autunnali della pianta del “caco” appesi ai rami rappresenta per gli uccelli una vera grazia.
Chiamato anche il “cibo degli dei o “Cibo di Giove”, dal greco “Diospyros”, il “caco” (termine diffuso nell’uso popolare rispetto al nome corretto cachi o kaki (Diospyros kaki)), è un frutto ricco di importanti nutrimenti come sali minerali, potassio, vitamina A e C. E’ un frutto molto energetico in quanto ricco di zuccheri e quindi nella stagione invernale per gli uccelli questo frutto, se trovato disponibile in natura, diventa una importante fonte di nutrimento.
Passeggiando per le vie del mio paese, Costabissara in provincia di Vicenza, ho potuto vedere e fotografare un piccolo uccello passeriforme, il Luì piccolo (Phylloscopus collybita), intento a nutrirsi di questo frutto.
Il Luì piccolo è un uccello di piccole dimensioni, circa 11 cm di lunghezza per 8 grammi di peso.
Ha un piumaggio color bruno olivastro sul dorso e più chiaro, con sfumature giallo biancastre, sul ventre.
Presenta una leggera striscia di color nocciola chiaro sopra gli occhi. Ha zampe scure tendenti al nero.
Davanti ad una pianta
Nel soffermarmi davanti ad una pianta del kaki ho potuto notare con quanto piacere questi piccoli uccelli si nutrono della polpa del suo frutto.
Ringraziamenti
Ci tengo a ringraziare con l’occasione il signor Giovanni, Gianni per gli amici, che mi ha concesso gentilmente di scattare qualche fotografia al suo albero del “caco” e ai suoi alati frequentatori.
Un martin pescatore posato su una canna palustre in una gelida mattina d’inverno (foto Maurizio Romio)
Per il Martin pescatore l’inverno è la stagione più critica. Essendo un uccello stanziale che si nutre principalmente di pesci, non è raro che nelle giornate invernali di maggior freddo, trovando i corsi d’acqua ghiacciati, abbia difficoltà a procacciarsi il cibo e si trovi nella necessità di effettuare spostamenti nel territorio, entrambi fattori che possono essergli fatali.
L’airone bianco maggiore (Ardea alba Linnaeus, 1758) presenta un’ampia apertura alare che varia da 140 a 180 cm.
E’ distinguibile dalla garzetta (Egretta garzetta), oltre che per le dimensioni maggiori (circa 85-100 cm di altezza rispetto ai circa 55 cm della garzetta), per il becco giallo (nero nel caso della garzetta) e per i piedi neri (gialli nel caso della garzetta).
Fog, in addition to generating physical phenomena that affect the diffusion of light and visibility, can metaphorically evoke a condition of the human spirit where a lack of clarity can generate a sense of loneliness and bewilderment, transforming familiar landscapes into blurry images that make it more difficult to recognize an objective reality.
The poet Giovanni Pascoli in his poem “Fog” uses the meteorological phenomenon to express the sense of separation that humans sometimes experience.