Nel periodo autunnale nelle valli del Delta del Po si possono ammirare i caldi colori della Salicornia veneta, una pianta erbacea perenne, commestibile, ricca di sali minerali e di vitamina C, che ama i terreni umidi e salmastri delle lagune e delle zone costiere. Verde brillante in primavera acquista una tonalità rossa in tarda estate e in autunno, periodo coincidente con la fioritura
Fioritura di Salicornia nella Sacca degli Scardovari in Comune di Porto Tolle (Ro). A sinistra, nella foto, un Chiurlo maggiore. (foto Maurizio Romio)
Fenicotteri rosa nella Sacca degli Scardovari, Porto Tolle, Delta del Po, Italy. Foto di Maurizio Romio
Il fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber) è un trampoliere dell’ordine dei Ciconiformi, appartenente alla famiglia dei Fenicotteridi.
Può essere lungo oltre m 1,50 e il suo bel piumaggio è in gran parte bianco, con leggere sfumature rosa sul dorso e sulla coda; le penne copritrici delle ali e le ascellari sono rosse; invece le remiganti sono nere.
Presenta zampe molto lunghe, nude, di colore rosa così come le dita.
Da tempo avevo in mente di realizzare questa foto… anitre in volo sul Delta del Po. Con pazienza ho aspettato l’attimo fuggente…, l’istante unico che si è materializzato davanti all’obiettivo della macchina fotografica con l’ambientazione che nella mia mente avevo immaginato
Partiamo da questa premessa: fotografare gli uccelli in volo nel loro ambiente naturale potrebbe sembrare facile ma facile non è.
Alcuni sostengono che per un fotografo la fotografia naturalistica è la cosa più difficile a farsi. Per il momento è la cosa a cui piace dedicarmi.
Voglio partire dal passato, da quando negli anni ’70 ho iniziato a fotografare auto da rally.
I primi scatti alle auto da rally li ho fatti nel 1977 in occasione del Rally Campagnolo che si è corso sulle strade dell’entroterra della provincia di Vicenza e in quel caso ho usato una vecchia macchina fotografica a pozzetto che un amico mi aveva prestato.
Un’impresa per me riuscire a ricavare con questa tipologia di macchina fotografica qualche bel scatto fotografico delle auto in corsa.
Gru cenerine. Data scatto: 15 febbraio 2025. Località: Delta del Po, Italia. Fotocamera OM-1 Mark II+ OM System M.Zuiko 150-600 F5.0-6.3 IS, 328 mm, efov 657 mm, 1/500 sec, F6.3, ISO 320, no treppiede (Foto Maurizio Romio)Coppia di Gru cenerine. Data scatto: 15 febbraio 2025. Località: Delta del Po, Italia. Fotocamera OM-1 Mark II+ OM System M.Zuiko 150-600 F5.0-6.3 IS, 600mm, efov 1200 mm, 1/800 sec, F6.3, ISO 500, no treppiede (Foto Maurizio Romio)Gru cenerine nel Delta del Po. Data ripresa video: 15 febbraio 2025. Località: Delta del Po, Italia. Fotocamera OM-1 Mark II+ OM System M.Zuiko 150-600 F5.0-6.3 IS (Maurizio Romio)
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Picchio è il nome comune di vari uccelli che appartengono alla famiglia dei Picidi.
Le specie più note sono il picchio verde (Picus viridis), il picchio cenerino (Picus canus), il picchio nero (Dryocopus martius), il picchio rosso (Dryobates major).
Il nome scientifico del genere Dryobates deriva dal greco antico e sta a indicare il camminare sugli alberi.
Infatti caratteristica del picchio è la capacità di arrampicarsi sugli alberi e di rimanervi aggrappato attraverso l’uso delle forti unghie ricurve. Altra caratteristica comune della specie è di avere un becco particolarmente forte che gli permette di scalfire le parti tenere di un tronco allo scopo sia di procurarsi insetti e larve come pure, dopo aver scavato al suo interno una profonda galleria, di costruirsi il nido.
Il picchio verde, ritratto nella foto, è l’unica specie di picchio che normalmente scende a terra. Infatti questo uccello ama nutrirsi a terra di formiche e delle loro uova delle quali è particolarmente ghiotto. Altra caratteristica del picchio verde è quella di farsi sentire nell’ambiente che lo circonda con un suono vocale mentre ad esempio il picchio rosso ama comunicare attraverso il suono che deriva dal suo battere il becco sul tronco degli alberi.
Fotografare il picchio verde non è facile in quanto è particolarmente attento e diffidente. Era da tempo che osservavo, in zona “boschetta” a Costabissara, gli spostamenti dell’esemplare che ho fotografato. Avvicinarmici non è stato facile. Lo attendevo dove in precedenza l’avevo visto e lui regolarmente si posizionava dove io mi ero messo ad aspettarlo la volta precedente. Alla fine sono riuscito a fotografarlo e devo evidenziare che la lunghezza del teleobiettivo che ho usato, l’OM System M.Zuiko ED 150-600mm f/5.0-6.3 IS Sync, micro quattro terzi, equivalente nel formato 35mm ad un teleobiettivo 300-1200mm, mi ha agevolato. Come corpo macchina ho usato l’OM-1 mark II.
Avifauna in Costabissara (Vicenza). The Green Woodpecker
Woodpecker is the common name for various birds belonging to the Picidae family.
The best known species are the green woodpecker (Picus viridis), the ashen woodpecker (Picus canus), the black woodpecker (Dryocopus martius) and the red woodpecker (Dryobates major).
The scientific name of the genus Dryobates derives from the ancient Greek and indicates walking on trees.
In fact, characteristic of the woodpecker is the ability to climb trees and cling to them through the use of strong, curved claws. Another common characteristic of the species is that it has a particularly strong beak that allows it to scratch the soft parts of a trunk in order both to get insects and larvae and, after digging a deep tunnel inside, to build its nest.
The green woodpecker, pictured here, is the only woodpecker species that normally comes down to the ground. In fact, this bird likes to feed on the ground on ants and their eggs of which it is particularly fond. Another characteristic of the green woodpecker is that it makes itself heard in its surroundings with a vocal sound, while the red woodpecker, for example, likes to communicate through the sound it makes when beating its beak on the trunk of trees.
The green woodpecker is not easy to photograph as it is particularly alert and wary. I had been observing the movements of the specimen I photographed for some time in the ‘boschetta’ area in Costabissara. Approaching it was not easy. I waited for him where I had seen him before, and he regularly positioned himself where I had been waiting for him the previous time. In the end, I managed to photograph him and I must point out that the length of the telephoto lens I used, the OM System M.Zuiko ED 150-600mm f/5.0-6.3 IS Sync, a micro four-thirds lens, equivalent to a 300-1200mm telephoto lens in 35mm format, made it easier. As a camera body I used the OM-1 mark II.
“Attenti alla poja”, questa, espressa in dialetto veneto, era l’indicazione, come mi racconta mia mamma Oliva, che veniva data in passato ai bambini che vivevano nelle fattorie di campagna.
E sì perché questo rapace, la Poiana comune (Buteo buteo Linnaeus, 1758), lungo circa 50-55 cm, con una apertura alare che può arrivare a 128 cm e con un peso che può raggiungere i 1400 grammi, incuteva timore.
Non tanto perché potesse essere di pericolo ai bambini ma in quanto ai bambini era deputato il compito di prestare attenzione durante il giorno alla “poja” affinché non sottraesse i pulcini alla chioccia. Infatti, un tempo, era usuale che le chiocce portassero i loro pulcini ad esplorare gli spazi aperti in prossimità delle fattorie e questo costituiva un pericolo in quanto dall’alto poteva all’improvviso piombare su di loro la Poiana che li avrebbe afferrati e portati via con i poderosi artigli.
Gallo e chioccia con pulcini.
Questo rapace può costituire un ipotetico pericolo per l’uomo solamente se si transita nel periodo della cova, in primavera-estate, nei pressi del nido. In questo caso per difendere i suoi piccoli la Poiana comune potrebbe attaccare chi in quel momento è visto come una minaccia.
Poiana comune
Sempre legato a questo rapace in passato era il detto scherzoso “ma gheto visto la poja?”. Questa frase dialettale veneta veniva verbalizzata nel momento in cui qualcuno si presentava un po’ scosso, magari con i “capelli dritti” per lo spavento appena preso.