Gli uccelli hanno le ali – Un’anatra Casarca Ferruginea (Tadorna Ferruginea) a Costabissara

Premessa: vedere e fotografare libera in natura una Casarca Ferruginea(Tadorna Ferruginea) non è usuale.

Il motivo?

La Casarca Ferruginea è un’anatra molto rara in Italia e quindi il suo incontro è molto fortuito. E’ più comune nell’Europa orientale. Ad esempio la sua presenza in inverno è frequente nel mar Nero.

Come sono nati questi miei scatti fotografici?

Da una dritta.

Un amico di nome Stefano, nome di fantasia, che risiede in aperta campagna, vede passare in volo sopra la sua fattoria due anatre dal piumaggio color arancio-ruggine che mai aveva visto prima.

Chiama il suo amico fotografo Luca, nome di fantasia,  il quale dopo una breve descrizione capisce che si tratta di un esemplare di Casarca Ferruginea

Luca mi gira l’informazione e quindi mi indirizzo verso il luogo di avvistamento di questo raro uccello che ho la fortuna di ammirare e fotografare nei pressi di Costabissara, un Comune della provincia di Vicenza.

Come dice Luca “gli uccelli hanno le ali” e quindi possono sempre riservare sorprese, possono allontanarsi o comparire dove meno te lo aspetti.

Esemplare di casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando è in volo la casarca mette in evidenza tutta la bellezza del suo piumaggio che si presenta di colore bianco, marrone, nero e verde iridescente.

Casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando a terra invece, come mostra il  video che ho registrato, la casarca presenta il suo piumaggio color arancio-ruggine.

In Italia la casarca ferruginea è protetta dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157 che prevede pesanti sanzioni civili e penali in caso di sua uccisione o detenzione irregolari.

Ringraziamenti

Un ringraziamento a Stefano e Luca che con le loro indicazioni  mi hanno dato la possibilità  di ammirare questo splendido volatile.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Passaggio della migrazione primaverile delle Gru cenerine (Grus grus) sopra i cieli di Costabissara (Vicenza)

Con un po’ di fortuna, rivolgendo lo sguardo al cielo e prestando attenzione al loro inconfondibile richiamo,  anche a Costabissara, un Comune veneto della provincia di Vicenza, si può assistere al passaggio migratorio delle gru cenerine.

Due sono i periodi durante i quali si può assistere a questo spettacolo della natura, in autunno, nei mesi tra ottobre e dicembre,  e in primavera.

Tra fine febbraio e marzo la migrazione primaverile delle gru porta questi uccelli dai luoghi di svernamento iberici, nord africa e medio orientali, ai quali erano giunti in autunno, a quelli riproduttivi del centro e nord Europa.

La pianura padana è una delle vie migratorie usate da questi grandi volatili e negli ultimi anni questa rotta ha registrato un cospicuo aumento nel numero di gru che la utilizzano.

Queste foto e video che ho realizzato mostrano lo spettacolare passaggio delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara:

Video realizzato il 06 marzo 2026. © Maurizio Romio
Passaggio primaverile delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine durante la migrazione primaverile. Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine. Costabissara 18 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine nella classica formazione a V, Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine. Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio

Note dell’Autore

Foto e video di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle foto e del video ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Altri articoli pubblicati nel blog che riguardano le gru cenerine

Gru cenerine nel Delta del Po: https://www.romio.family/2025/02/17/gru-cenerine-nel-delta-del-po/

Gru in volo sul Delta del Po. Giornata dedicata alla fotografia naturalisticahttps://www.romio.family/2025/02/08/gru-in-volo-sul-delta-del-po-giornata-dedicata-alla-fotografia-naturalistica/

Osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno (Schio – Vicenza). Foto ©Maurizio Romio

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin”, inaugurato nel 1986, sorge nella conca del Monte Novegno a quota 1.514 m s.l.m. nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza.

La sua ubicazione, protetta durante la notte dall’inquinamento luminoso, favorisce la visione nitida della volta celeste. L’osservatorio è gestito dal Gruppo  Astrofili di Schio.

Chi era don Francesco Faccin?

Don Francesco Faccin, sacerdote della Diocesi di Vicenza, al quale è intitolato l’osservatorio astronomico del Monte Novegno,  nacque a Schio (VI) il 3 settembre del 1871 e nel corso della sua breve esistenza, morì a soli 51 anni, il 21 ottobre del 1922, si dedicò con passione allo studio dell’astronomia e fu autore di innumerevoli scritti sull’argomento.

Note dell’autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Due uomini e un cane in cammino sulla neve sul Monte Novegno

Un raggio di luce illumina due persone e un cane in cammino su un sentiero innevato nella Busa del Monte Novegno, una conca prativa dell’altopiano del Novegno, nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza, il cui punto più elevato raggiunge i 1.552 m s.l.m.

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Ritorno sul Monte Novegno

Il Monte Novegno è una montagna delle Prealpi Vicentine che raggiunge un’altezza di 1.552 m s.l.m. e  le cui pendici partono dall’abitato di Schio, un comune della provincia di Vicenza.

Vedi post precedente – Monte Novegno

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Farfalla delle rocce – Un arrivederci alla prossima stagione autunnale

Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) noto anche come la “farfalla delle rocce”. Foto Maurizio Romio

Aggrappato sulle rocce si può notare un esemplare di Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) conosciuto anche come la “farfalla delle rocce”.
L’esemplare è stato fotografato in località Lumignano, frazione del Comune di Longare, in provincia di Vicenza nel mese di febbraio 2026.

Picchio muraiolo (Foto Maurizio Romio)

Lo rivedremo su queste rocce il prossimo autunno quando rientrerà dai luoghi primaverili ed estivi di riproduzione situati in montagna o in alta montagna.

Fotografato l’Usignolo del Giappone nei colli Berici in provincia di Vicenza

Usignolo del Giappone, colli Berici (Vicenza), 08/02/2026. Foto © Maurizio Romio

Alcuni esemplari di Usignolo del Giappone sono stati visti e fotografati la mattina di Domenica 8 febbraio 2026 nei colli Berici in provincia di Vicenza.

L’Usignolo del Giappone (Leiothrix lutea) è un piccolo passeriforme appartenente alla famiglia dei Leiothrichidae. E’ molto apprezzato in primis per le sue caratteristiche estetiche: becco color rosso corallo, piumaggio colorato, verde sul dorso, con gola gialla che sfuma nell’arancione sul petto e ali con sfumature rosse e gialle; in secondo luogo per il suo canto melodioso da cui deriva il termine “usignolo”.

Usignolo del Giappone, colli Berici (Vicenza), 08/02/2026. Foto © Maurizio Romio

E’ un uccello originario dell’area himalayana e del Sud-est asiatico, un areale che si estende in Pakistan, Nepal, India, Myanmar, Cina e Vietnam; in Giappone, così come in Italia, è considerato una specie aliena. I primi esemplari presenti al di fuori del suo areale d’origine erano probabilmente uccelli allevati in cattività che sono stati poi messi in libertà.

Trovando un habitat favorevole per la riproduzione la specie si è nel corso del tempo naturalizzata nei nuovi luoghi.

L’Usignolo del Giappone libero in natura può vivere circa 4 anni mentre in cattività può superare i 10 anni di vita.

A seconda della stagione si nutre di insetti, bacche, frutta fresca e sementi.

E’ un uccello che si muove, normalmente in gruppo, nel folto della vegetazione, caratteristica questa che  lo rende difficile da individuare.

Nota dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle fotografie ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync.

Due colombi innamorati. Festa di San Valentino

Colombi innamorati (Copyright foto Maurizio Romio)

La Festa degli Innamorati si celebra ogni anno nel mondo in molti paesi  il 14 febbraio, giorno di San Valentino.

Una data, il 14 febbraio, non scelta a caso per questa ricorrenza.

Un po’ di Storia

All’epoca dell’antica Roma Imperiale esisteva un’importante festività in onore del dio Fauno Luperco, associato alla fertilità, che si svolgeva dal 13 al 15 febbraio.

Con il consolidarsi del Cristianesimo nel 492 d.c. questa  festa  pagana venne abolita e al suo posto venne istituita, da papa Gelasio I, una festa dedicata all’amore in onore del  vescovo martire San Valentino di Terni che nel  corso della propria vita si era speso per sostenere e difendere coppie di  innamorati, celebrando ad esempio matrimoni che andavano spesso contro le leggi di quel tempo. Secondo la Storia il Santo Valentino morì martire, decapitato, il 14 febbraio dell’anno 273 in quanto non volle rinnegare difronte all’autorità imperiale romana la sua fede cristiana.

Secondo un’antica leggenda

Secondo un’antica leggenda il sacerdote Valentino aveva la consuetudine di aprire il giardino della sua abitazione ai bambini in modo che potessero liberamente giocare al suo interno.

Un giorno però Valentino fu arrestato e portato in prigione e da quel momento i bambini non poterono più accedere al giardino.

Venne però in loro aiuto una coppia di colombi che, come i bambini, frequentava  quel  luogo.

I colombi riuscirono a trovare dov’era rinchiuso il Santo.  Si avvicinarono alle sbarre della prigione. San Valentino legò al loro collo la chiave del proprio giardino e un contenitore a forma di cuore con dentro un biglietto con un messaggio d’amore indirizzato ai bambini firmato “Valentino”.

I due piccioni a quel punto ripresero la via del ritorno e portarono la chiave e il messaggio d’amore ai giovani e alle persone che San Valentino tanto amava.