Osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno (Schio – Vicenza). Foto ©Maurizio Romio

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin”, inaugurato nel 1986, sorge nella conca del Monte Novegno a quota 1.514 m s.l.m. nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza.

La sua ubicazione, protetta durante la notte dall’inquinamento luminoso, favorisce la visione nitida della volta celeste. L’osservatorio è gestito dal Gruppo  Astrofili di Schio.

Chi era don Francesco Faccin?

Don Francesco Faccin, sacerdote della Diocesi di Vicenza, al quale è intitolato l’osservatorio astronomico del Monte Novegno,  nacque a Schio (VI) il 3 settembre del 1871 e nel corso della sua breve esistenza, morì a soli 51 anni, il 21 ottobre del 1922, si dedicò con passione allo studio dell’astronomia e fu autore di innumerevoli scritti sull’argomento.

Note dell’autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Due uomini e un cane in cammino sulla neve sul Monte Novegno

Un raggio di luce illumina due persone e un cane in cammino su un sentiero innevato nella Busa del Monte Novegno, una conca prativa dell’altopiano del Novegno, nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza, il cui punto più elevato raggiunge i 1.552 m s.l.m.

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Ritorno sul Monte Novegno

Il Monte Novegno è una montagna delle Prealpi Vicentine che raggiunge un’altezza di 1.552 m s.l.m. e  le cui pendici partono dall’abitato di Schio, un comune della provincia di Vicenza.

Vedi post precedente – Monte Novegno

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Farfalla delle rocce – Un arrivederci alla prossima stagione autunnale

Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) noto anche come la “farfalla delle rocce”. Foto Maurizio Romio

Aggrappato sulle rocce si può notare un esemplare di Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) conosciuto anche come la “farfalla delle rocce”.
L’esemplare è stato fotografato in località Lumignano, frazione del Comune di Longare, in provincia di Vicenza nel mese di febbraio 2026.

Picchio muraiolo (Foto Maurizio Romio)

Lo rivedremo su queste rocce il prossimo autunno quando rientrerà dai luoghi primaverili ed estivi di riproduzione situati in montagna o in alta montagna.

Fotografato l’Usignolo del Giappone nei colli Berici in provincia di Vicenza

Usignolo del Giappone, colli Berici (Vicenza), 08/02/2026. Foto © Maurizio Romio

Alcuni esemplari di Usignolo del Giappone sono stati visti e fotografati la mattina di Domenica 8 febbraio 2026 nei colli Berici in provincia di Vicenza.

L’Usignolo del Giappone (Leiothrix lutea) è un piccolo passeriforme appartenente alla famiglia dei Leiothrichidae. E’ molto apprezzato in primis per le sue caratteristiche estetiche: becco color rosso corallo, piumaggio colorato, verde sul dorso, con gola gialla che sfuma nell’arancione sul petto e ali con sfumature rosse e gialle; in secondo luogo per il suo canto melodioso da cui deriva il termine “usignolo”.

Usignolo del Giappone, colli Berici (Vicenza), 08/02/2026. Foto © Maurizio Romio

E’ un uccello originario dell’area himalayana e del Sud-est asiatico, un areale che si estende in Pakistan, Nepal, India, Myanmar, Cina e Vietnam; in Giappone, così come in Italia, è considerato una specie aliena. I primi esemplari presenti al di fuori del suo areale d’origine erano probabilmente uccelli allevati in cattività che sono stati poi messi in libertà.

Trovando un habitat favorevole per la riproduzione la specie si è nel corso del tempo naturalizzata nei nuovi luoghi.

L’Usignolo del Giappone libero in natura può vivere circa 4 anni mentre in cattività può superare i 10 anni di vita.

A seconda della stagione si nutre di insetti, bacche, frutta fresca e sementi.

E’ un uccello che si muove, normalmente in gruppo, nel folto della vegetazione, caratteristica questa che  lo rende difficile da individuare.

Nota dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle fotografie ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync.

Due colombi innamorati. Festa di San Valentino

Colombi innamorati (Copyright foto Maurizio Romio)

La Festa degli Innamorati si celebra ogni anno nel mondo in molti paesi  il 14 febbraio, giorno di San Valentino.

Una data, il 14 febbraio, non scelta a caso per questa ricorrenza.

Un po’ di Storia

All’epoca dell’antica Roma Imperiale esisteva un’importante festività in onore del dio Fauno Luperco, associato alla fertilità, che si svolgeva dal 13 al 15 febbraio.

Con il consolidarsi del Cristianesimo nel 492 d.c. questa  festa  pagana venne abolita e al suo posto venne istituita, da papa Gelasio I, una festa dedicata all’amore in onore del  vescovo martire San Valentino di Terni che nel  corso della propria vita si era speso per sostenere e difendere coppie di  innamorati, celebrando ad esempio matrimoni che andavano spesso contro le leggi di quel tempo. Secondo la Storia il Santo Valentino morì martire, decapitato, il 14 febbraio dell’anno 273 in quanto non volle rinnegare difronte all’autorità imperiale romana la sua fede cristiana.

Secondo un’antica leggenda

Secondo un’antica leggenda il sacerdote Valentino aveva la consuetudine di aprire il giardino della sua abitazione ai bambini in modo che potessero liberamente giocare al suo interno.

Un giorno però Valentino fu arrestato e portato in prigione e da quel momento i bambini non poterono più accedere al giardino.

Venne però in loro aiuto una coppia di colombi che, come i bambini, frequentava  quel  luogo.

I colombi riuscirono a trovare dov’era rinchiuso il Santo.  Si avvicinarono alle sbarre della prigione. San Valentino legò al loro collo la chiave del proprio giardino e un contenitore a forma di cuore con dentro un biglietto con un messaggio d’amore indirizzato ai bambini firmato “Valentino”.

I due piccioni a quel punto ripresero la via del ritorno e portarono la chiave e il messaggio d’amore ai giovani e alle persone che San Valentino tanto amava.

Il Luì piccolo (Phylloscopus collybita) e il frutto della pianta del “caco”

(Leggi questo post in Inglese)

Trovare durante il freddo mese di gennaio ancora i frutti autunnali della pianta del “caco” appesi ai rami rappresenta per gli uccelli una vera grazia.

Chiamato anche il “cibo degli dei o “Cibo di Giove”, dal greco “Diospyros”, il “caco” (termine diffuso nell’uso popolare rispetto al nome corretto cachi o kaki (Diospyros kaki)), è un frutto ricco di importanti nutrimenti come sali minerali, potassio, vitamina A e C. E’ un frutto molto energetico in quanto ricco di zuccheri e quindi nella stagione invernale per gli uccelli questo frutto, se trovato disponibile in natura,  diventa una importante fonte di nutrimento.

Passeggiando per le vie del mio paese, Costabissara in provincia di Vicenza, ho potuto vedere e fotografare  un piccolo uccello passeriforme, il Luì piccolo (Phylloscopus collybita),  intento a nutrirsi di questo frutto.

Il Luì piccolo è un uccello di piccole dimensioni, circa 11 cm di lunghezza per 8 grammi di peso.

Ha un piumaggio color bruno olivastro sul dorso e più chiaro, con sfumature giallo biancastre, sul ventre.

Presenta una leggera striscia di color nocciola chiaro sopra gli occhi. Ha zampe scure tendenti al nero.

Davanti ad una pianta

Nel soffermarmi davanti ad una pianta del kaki ho potuto notare con quanto piacere questi piccoli uccelli si nutrono della polpa del suo frutto.

Ringraziamenti

Ci tengo a ringraziare con l’occasione il signor Giovanni, Gianni per gli amici, che mi ha concesso gentilmente di scattare qualche fotografia al suo albero del “caco” e ai suoi alati frequentatori.

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Le foto sono state scattate a Costabissara (Vicenza, Italy) nel mese di gennaio 2026. Per la realizzazione delle fotografie ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync.