Il Luì piccolo (Phylloscopus collybita) e il frutto della pianta del “caco”
(Leggi questo post in Inglese)

Trovare durante il freddo mese di gennaio ancora i frutti autunnali della pianta del “caco” appesi ai rami rappresenta per gli uccelli una vera grazia.
Chiamato anche il “cibo degli dei o “Cibo di Giove”, dal greco “Diospyros”, il “caco” (termine diffuso nell’uso popolare rispetto al nome corretto cachi o kaki (Diospyros kaki)), è un frutto ricco di importanti nutrimenti come sali minerali, potassio, vitamina A e C. E’ un frutto molto energetico in quanto ricco di zuccheri e quindi nella stagione invernale per gli uccelli questo frutto, se trovato disponibile in natura, diventa una importante fonte di nutrimento.
Passeggiando per le vie del mio paese, Costabissara in provincia di Vicenza, ho potuto vedere e fotografare un piccolo uccello passeriforme, il Luì piccolo (Phylloscopus collybita), intento a nutrirsi di questo frutto.
Il Luì piccolo è un uccello di piccole dimensioni, circa 11 cm di lunghezza per 8 grammi di peso.

Ha un piumaggio color bruno olivastro sul dorso e più chiaro, con sfumature giallo biancastre, sul ventre.


Presenta una leggera striscia di color nocciola chiaro sopra gli occhi. Ha zampe scure tendenti al nero.
Davanti ad una pianta
Nel soffermarmi davanti ad una pianta del kaki ho potuto notare con quanto piacere questi piccoli uccelli si nutrono della polpa del suo frutto.


Ringraziamenti
Ci tengo a ringraziare con l’occasione il signor Giovanni, Gianni per gli amici, che mi ha concesso gentilmente di scattare qualche fotografia al suo albero del “caco” e ai suoi alati frequentatori.
Note dell’Autore
Foto di Maurizio Romio ©. Le foto sono state scattate a Costabissara (Vicenza, Italy) nel mese di gennaio 2026. Per la realizzazione delle fotografie ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync.
Il Martin pescatore in inverno

Per il Martin pescatore l’inverno è la stagione più critica. Essendo un uccello stanziale che si nutre principalmente di pesci, non è raro che nelle giornate invernali di maggior freddo, trovando i corsi d’acqua ghiacciati, abbia difficoltà a procacciarsi il cibo e si trovi nella necessità di effettuare spostamenti nel territorio, entrambi fattori che possono essergli fatali.
Nota dell’Autore
Foto di Maurizio Romio ©. La foto è stata scattata ad Arcugnano (Vicenza) nei pressi del lago di Fimon nel mese di gennaio 2026. Per la realizzazione della fotografia ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync.
Loneliness? We’re never alone!
Solitudine? Non siamo mai soli!

Solitudine?
Non siamo mai soli!
Nei momenti di freddo estremo, quando tutto intorno sembra farsi ghiaccio, un posto con un po’ di calore lo si trova sempre.
Nota dell’Autore
Foto di Maurizio Romio ©. La foto è stata scattata ad Arcugnano (Vicenza) nei pressi del lago di Fimon nel mese di gennaio 2026. Al momento dello scatto il lago era coperto da una coltre di ghiaccio. Per la realizzazione della fotografia ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync.
Airone bianco maggiore. Apertura alare su sfondo nero

L’airone bianco maggiore (Ardea alba Linnaeus, 1758) presenta un’ampia apertura alare che varia da 140 a 180 cm.
E’ distinguibile dalla garzetta (Egretta garzetta), oltre che per le dimensioni maggiori (circa 85-100 cm di altezza rispetto ai circa 55 cm della garzetta), per il becco giallo (nero nel caso della garzetta) e per i piedi neri (gialli nel caso della garzetta).
In fase di editing dell’immagine il colore bianco del piumaggio dell’airone è posto in risalto sullo sfondo nero sottoesposto.
Nota dell’Autore
Foto di Maurizio Romio ©. La foto è stata scattata in località Costabissara (Vicenza) nel mese di gennaio 2026. Per la realizzazione della fotografia ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync.
Reflections in the fog
(Leggi questo post in Italiano)
Fog, in addition to generating physical phenomena that affect the diffusion of light and visibility, can metaphorically evoke a condition of the human spirit where a lack of clarity can generate a sense of loneliness and bewilderment, transforming familiar landscapes into blurry images that make it more difficult to recognize an objective reality.
The poet Giovanni Pascoli in his poem “Fog” uses the meteorological phenomenon to express the sense of separation that humans sometimes experience.
Leggi tutto “Reflections in the fog”Riflessi nella nebbia

La nebbia oltre a generare fenomeni fisici che influenzano la diffusione della luce e la visibilità può evocare metaforicamente una condizione dello spirito umano dove una mancanza di chiarezza può generare un senso di solitudine e smarrimento, trasformando paesaggi conosciuti in immagini sfuocate che rendono più difficile il riconoscimento di una realtà oggettiva.
Il poeta Giovanni Pascoli nella poesia “Nebbia” utilizza questo fenomeno meteorologico, la nebbia, per esprimere il senso di separazione umana che a volte vive l’essere umano.
Nella nebbia ogni soggetto rimane un singolo che non vede in modo chiaro il suo prossimo.
Testo della poesia “Nebbia” di Giovanni Pascoli
Nebbia
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l’alba,
da’ lampi notturni e da’ crolli
d’aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch’è morto!
Ch’ io veda soltanto la siepe
dell’orto,
la mura ch’ ha piene le crepe
di valeriane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch’io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
che vogliono ch’ami e che vada!
Ch’io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane…
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch’io veda il cipresso
là, solo,
qui, solo quest’orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.
La nebbia annulla i nostri punti di riferimento, trasforma un paesaggio famigliare in un luogo sconosciuto costringendoci a rallentare.
La nebbia, privando la vista degli stimoli esterni, modifica i nostri “riflessi”, stimola le nostre “riflessioni”.
Vedi anche: https://www.romio.family/2019/11/23/natale-2019-riflessi-e-riflessioni/
Natale 2025. Mongolfiera sulla punta dell’albero
Uccelli sul ramo in controluce

Fotografare gli uccelli in controluce ci dà la possibilità di “giocare” con la luce e disegnare la loro silhouette.
Fotografare significa “disegnare, scrivere con la luce” , (dal greco phōs, luce, e graphé, disegno/scrittura).
Nota dell’Autore
Foto di Maurizio Romio ©. La foto è stata scattata in località Costabissara (Vicenza) nel mese di dicembre 2025. Per la realizzazione della fotografia ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync.

