Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) – Sequenza immagini della cattura di un pesce

Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) – tecniche di pesca

Come caccia le sue prede la sgarza ciuffetto?

Di seguito un breve video realizzato con una serie di foto scattate in sequenza che ritraggono una sgarza ciuffetto intenta a pescare.

Sono rimasto stupito da due elementi: la forza che quest’uccello dimostra nelle gambe e nelle zampe nel far presa sul tronco del ramo nel momento in cui si protende in avanti per prendere la preda, in questo caso costituita da un piccolo pesce. Mi domando poi come la sgarza ciuffetto sia riuscita a vedere la sua preda nell’acqua torbida…

Sgarza ciuffetto si lancia per catturare la sua preda. Isola della Donzella, Delta del Po. © foto Maurizio Romio.
Sgarza ciuffetto con un pesce appena catturato. Isola della Donzella, Delta del Po. © foto Maurizio Romio.

Rimanendo focalizzati sulle zampe della sgarza ciuffetto nella foto sopra riprodotta possiamo notare  che le zampe sono di colore verde chiaro. Questo è il colore delle zampe della sgarza ciuffetto nei giovani esemplari oppure nella stagione fredda. In primavera e in estate, e cioè nel periodo riproduttivo, le zampe degli esemplari adulti assumono una tonalità rosea o tendente al giallo-arancio come si può notare nella foto sotto riprodotta

Sgarza ciuffetto in posa sulla vegetazione flottante. Oasi Ca’ di Mezzo – Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.

La sgarza ciuffetto spesso la possiamo scorgere in cerca di cibo sopra le coperture di vegetazione flottante

Sgarza ciuffetto a caccia su vegetazione flottante. Valle Millecampi a Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.
Sgarza ciuffetto su vegetazione flottante. Valle Millecampi a Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.

Le forme di vegetazione flottante rivestono molta importanza negli ecosistemi naturali in quanto svolgono un’importane funzione di depurazione e ossigenazione dell’acqua oltre a fornire un ambiente naturale per molte specie di animali.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Un airone rosso (Ardea purpurea) a caccia di prede

Movimenti lenti, passo felpato, immobilità… questi gli elementi comportamentali principali che ho notato osservando  un airone rosso a caccia di prede.

Un esempio da cogliere per gli amanti come me della fotografia naturalistica dell’avifauna.

Nel video seguente che ritrae un airone rosso intento a cacciare su un terreno erboso si possono notare tutti questi particolari…

L’airone rosso (Ardea purpurea) è un elegante uccello dal piumaggio color bruno rossiccio con sfumature grigie.

La sommità del capo è nera mentre presenta una striatura color nero tra il capo e il collo.

Primo piano di airone rosso. Evidente la striatura nero rossiccia tra il capo e il collo. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

Può raggiungere un’altezza di 90 cm e un peso di circa 1400 grammi. L’apertura alare può raggiungere i 150 cm.

Ama spesso mimetizzarsi tra i cespugli, il che a volte lo rende difficile da individuare.

La sua dieta può variare dai pesci, molluschi e crostacei ai piccoli mammiferi.

Airone rosso con un piccolo roditore appena catturato. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

Vive in ambienti umidi come lagune, fiumi, risaie e laghi.

Lo si può scorgere sia a terra che sugli alberi.

Airone rosso. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

E’ un uccello abitualmente migratorio che sverna nell’Africa sub-sahariana.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Gli uccelli hanno le ali – Un’anatra Casarca Ferruginea (Tadorna Ferruginea) a Costabissara

Premessa: vedere e fotografare libera in natura una Casarca Ferruginea(Tadorna Ferruginea) non è usuale.

Il motivo?

La Casarca Ferruginea è un’anatra molto rara in Italia e quindi il suo incontro è molto fortuito. E’ più comune nell’Europa orientale. Ad esempio la sua presenza in inverno è frequente nel mar Nero.

Come sono nati questi miei scatti fotografici?

Da una dritta.

Un amico di nome Stefano, nome di fantasia, che risiede in aperta campagna, vede passare in volo sopra la sua fattoria due anatre dal piumaggio color arancio-ruggine che mai aveva visto prima.

Chiama il suo amico fotografo Luca, nome di fantasia,  il quale dopo una breve descrizione capisce che si tratta di un esemplare di Casarca Ferruginea

Luca mi gira l’informazione e quindi mi indirizzo verso il luogo di avvistamento di questo raro uccello che ho la fortuna di ammirare e fotografare nei pressi di Costabissara, un Comune della provincia di Vicenza.

Come dice Luca “gli uccelli hanno le ali” e quindi possono sempre riservare sorprese, possono allontanarsi o comparire dove meno te lo aspetti.

Esemplare di casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando è in volo la casarca mette in evidenza tutta la bellezza del suo piumaggio che si presenta di colore bianco, marrone, nero e verde iridescente.

Casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando a terra invece, come mostra il  video che ho registrato, la casarca presenta il suo piumaggio color arancio-ruggine.

In Italia la casarca ferruginea è protetta dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157 che prevede pesanti sanzioni civili e penali in caso di sua uccisione o detenzione irregolari.

Ringraziamenti

Un ringraziamento a Stefano e Luca che con le loro indicazioni  mi hanno dato la possibilità  di ammirare questo splendido volatile.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Passaggio della migrazione primaverile delle Gru cenerine (Grus grus) sopra i cieli di Costabissara (Vicenza)

Con un po’ di fortuna, rivolgendo lo sguardo al cielo e prestando attenzione al loro inconfondibile richiamo,  anche a Costabissara, un Comune veneto della provincia di Vicenza, si può assistere al passaggio migratorio delle gru cenerine.

Due sono i periodi durante i quali si può assistere a questo spettacolo della natura, in autunno, nei mesi tra ottobre e dicembre,  e in primavera.

Tra fine febbraio e marzo la migrazione primaverile delle gru porta questi uccelli dai luoghi di svernamento iberici, nord africa e medio orientali, ai quali erano giunti in autunno, a quelli riproduttivi del centro e nord Europa.

La pianura padana è una delle vie migratorie usate da questi grandi volatili e negli ultimi anni questa rotta ha registrato un cospicuo aumento nel numero di gru che la utilizzano.

Queste foto e video che ho realizzato mostrano lo spettacolare passaggio delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara:

Video realizzato il 06 marzo 2026. © Maurizio Romio
Passaggio primaverile delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine durante la migrazione primaverile. Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine. Costabissara 18 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine nella classica formazione a V, Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine. Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio

Note dell’Autore

Foto e video di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle foto e del video ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Altri articoli pubblicati nel blog che riguardano le gru cenerine

Gru cenerine nel Delta del Po: https://www.romio.family/2025/02/17/gru-cenerine-nel-delta-del-po/

Gru in volo sul Delta del Po. Giornata dedicata alla fotografia naturalisticahttps://www.romio.family/2025/02/08/gru-in-volo-sul-delta-del-po-giornata-dedicata-alla-fotografia-naturalistica/

Osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno (Schio – Vicenza). Foto ©Maurizio Romio

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin”, inaugurato nel 1986, sorge nella conca del Monte Novegno a quota 1.514 m s.l.m. nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza.

La sua ubicazione, protetta durante la notte dall’inquinamento luminoso, favorisce la visione nitida della volta celeste. L’osservatorio è gestito dal Gruppo  Astrofili di Schio.

Chi era don Francesco Faccin?

Don Francesco Faccin, sacerdote della Diocesi di Vicenza, al quale è intitolato l’osservatorio astronomico del Monte Novegno,  nacque a Schio (VI) il 3 settembre del 1871 e nel corso della sua breve esistenza, morì a soli 51 anni, il 21 ottobre del 1922, si dedicò con passione allo studio dell’astronomia e fu autore di innumerevoli scritti sull’argomento.

Note dell’autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Due uomini e un cane in cammino sulla neve sul Monte Novegno

Un raggio di luce illumina due persone e un cane in cammino su un sentiero innevato nella Busa del Monte Novegno, una conca prativa dell’altopiano del Novegno, nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza, il cui punto più elevato raggiunge i 1.552 m s.l.m.

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Ritorno sul Monte Novegno

Il Monte Novegno è una montagna delle Prealpi Vicentine che raggiunge un’altezza di 1.552 m s.l.m. e  le cui pendici partono dall’abitato di Schio, un comune della provincia di Vicenza.

Vedi post precedente – Monte Novegno

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Farfalla delle rocce – Un arrivederci alla prossima stagione autunnale

Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) noto anche come la “farfalla delle rocce”. Foto Maurizio Romio

Aggrappato sulle rocce si può notare un esemplare di Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) conosciuto anche come la “farfalla delle rocce”.
L’esemplare è stato fotografato in località Lumignano, frazione del Comune di Longare, in provincia di Vicenza nel mese di febbraio 2026.

Picchio muraiolo (Foto Maurizio Romio)

Lo rivedremo su queste rocce il prossimo autunno quando rientrerà dai luoghi primaverili ed estivi di riproduzione situati in montagna o in alta montagna.

Fotografato l’Usignolo del Giappone nei colli Berici in provincia di Vicenza

Usignolo del Giappone, colli Berici (Vicenza), 08/02/2026. Foto © Maurizio Romio

Alcuni esemplari di Usignolo del Giappone sono stati visti e fotografati la mattina di Domenica 8 febbraio 2026 nei colli Berici in provincia di Vicenza.

L’Usignolo del Giappone (Leiothrix lutea) è un piccolo passeriforme appartenente alla famiglia dei Leiothrichidae. E’ molto apprezzato in primis per le sue caratteristiche estetiche: becco color rosso corallo, piumaggio colorato, verde sul dorso, con gola gialla che sfuma nell’arancione sul petto e ali con sfumature rosse e gialle; in secondo luogo per il suo canto melodioso da cui deriva il termine “usignolo”.

Usignolo del Giappone, colli Berici (Vicenza), 08/02/2026. Foto © Maurizio Romio

E’ un uccello originario dell’area himalayana e del Sud-est asiatico, un areale che si estende in Pakistan, Nepal, India, Myanmar, Cina e Vietnam; in Giappone, così come in Italia, è considerato una specie aliena. I primi esemplari presenti al di fuori del suo areale d’origine erano probabilmente uccelli allevati in cattività che sono stati poi messi in libertà.

Trovando un habitat favorevole per la riproduzione la specie si è nel corso del tempo naturalizzata nei nuovi luoghi.

L’Usignolo del Giappone libero in natura può vivere circa 4 anni mentre in cattività può superare i 10 anni di vita.

A seconda della stagione si nutre di insetti, bacche, frutta fresca e sementi.

E’ un uccello che si muove, normalmente in gruppo, nel folto della vegetazione, caratteristica questa che  lo rende difficile da individuare.

Nota dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle fotografie ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync.