Può un airone cenerino (Ardea cinerea) ingoiare un’anguilla di grandi dimensioni?

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Un airone cenerino (Ardea cinerea) può catturare ed ingoiare un’anguilla di grandi dimensioni?

A giudicare dalle immagini che seguono, sembrerebbe proprio di sì.

Ho immortalato questa scena nell’aprile 2026 lungo le rive del canale Altopiano, nei pressi della zona umida artificiale di fitodepurazione Ca’ di Mezzo, situata nel comune di Codevigo, in provincia di Padova.

Ma come fa l’airone a ingoiare un “capitone”, termine usato per indicare un’anguilla di grandi dimensioni?

Grazie al suo apparato digerente, che illustrerò brevemente in questo articolo.

Innanzitutto, va sottolineato che l’airone cenerino si nutre principalmente di piccoli mammiferi, pesci, anfibi, rettili e nidiacei di altri uccelli. Nel particolare caso riportato nell’articolo, l’airone cenerino ha avuto la fortuna – per lui – di catturare un’anguilla di grandi dimensioni.

Come si può notare dalle foto, l’airone ha un becco lungo e molto appuntito con il quale trafigge e afferra saldamente la sua preda.

I pesci vengono ingoiati dall’airone per la testa per il semplice motivo che in questo modo scivolano più facilmente all’interno dell’apparato digerente e le loro scaglie non danneggiano gli organi interni.

Con il becco e la lingua l’airone dirige la sua preda nell’esofago.

Nell’airone l’esofago si presenta molto elastico e dotato di una zona che può ulteriormente dilatarsi chiamata gozzo. Queste caratteristiche dell’esofago permettono all’airone di poter ingoiare prede intere di grosse dimensioni.

Nella foto seguente si può notare il caratteristico rigonfiamento sul collo dell’airone che ha appena inghiottito la grossa anguilla.

Il cibo dall’esofago passa allo stomaco che negli uccelli è costituito da due parti, il proventricolo e il ventricolo.

Nel proventricolo, noto anche come stomaco ghiandolare, il cibo viene scomposto dai succhi gastrici. Il cibo passa poi al ventricolo, chiamato anche stomaco muscolare, per essere triturato. Il ventricolo, in altre parole, svolge la funzione per cui sono deputati i nostri denti, la masticazione.

Questo spiega perché spesso vediamo alcuni uccelli ingoiare piccoli sassolini. Soprattutto nel caso degli uccelli granivori i piccoli sassolini aiutano, nel ventricolo, la macinazione delle sementi, quest’ultime molto più difficili da “triturare” rispetto ad esempio ad un pezzo di carne o ad un pesce.

Il cibo prosegue poi il suo percorso nel tratto finale dell’intestino crasso, il colon e il retto,  che termina nella cloaca e con l’orifizio cloacale.

In conclusione cosa possiamo dire?

Gli uccelli in generale hanno un tratto digerente molto sviluppato che permette loro una digestione del cibo in tempi molto ristretti. In condizioni normali non trattengono molto cibo al loro interno per lunghi periodi o non accumulano grasso in quanto  il peso superfluo renderebbe il loro volo ancora più dispendioso di energie. Nel caso specifico dell’airone un’anguilla di tali dimensioni non è forse una preda  troppo grande per le sue caratteristiche fisiche? 

Video. Un airone cenerino cattura ed ingoia un’anguilla di grandi dimensioni

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Note dell’Autore

Foto e video di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

La nostra immagine riflessa

“Spesso ci concentriamo sull’immagine di noi stessi che si riflette nel mondo esterno, ma così facendo perdiamo di vista la nostra unicità e il nostro valore. Inevitabilmente, questa immagine riflessa – che dipende dagli altri – non ci darà mai una rappresentazione accurata del nostro valore, del nostro essere, del nostro vero Io. Dipenderà sempre dal mondo esterno, da circostanze esterne al di fuori del nostro controllo. Guardando la foto del cigno che scivola sull’acqua… cosa è più nitido: il riflesso o il cigno stesso?” Maurizio Romio

The reflection of our immagine

“We often focus on the image of ourselves reflected in the outside world, but in doing so we lose sight of our uniqueness and our worth. Inevitably, this reflected image – which depends on others – will never give us an accurate representation of our worth, of our very being, of our true self. It will always depend on the outside world, on external circumstances beyond our control. Looking at the photo of the swan gliding across the water… which is clearer: the reflection or the swan itself?” Maurizio Romio

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. La foto pubblicata in questo post è stata scattata lungo il corso d’acqua del torrente Astico nel mese di maggio 2026. Per la realizzazione della fotografia ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync.

Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) – Sequenza immagini della cattura di un pesce

Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) – tecniche di pesca

Come caccia le sue prede la sgarza ciuffetto?

Di seguito un breve video realizzato con una serie di foto scattate in sequenza che ritraggono una sgarza ciuffetto intenta a pescare.

Sono rimasto stupito da due elementi: la forza che quest’uccello dimostra nelle gambe e nelle zampe nel far presa sul tronco del ramo nel momento in cui si protende in avanti per prendere la preda, in questo caso costituita da un piccolo pesce. Mi domando poi come la sgarza ciuffetto sia riuscita a vedere la sua preda nell’acqua torbida…

Sgarza ciuffetto si lancia per catturare la sua preda. Isola della Donzella, Delta del Po. © foto Maurizio Romio.
Sgarza ciuffetto con un pesce appena catturato. Isola della Donzella, Delta del Po. © foto Maurizio Romio.

Rimanendo focalizzati sulle zampe della sgarza ciuffetto nella foto sopra riprodotta possiamo notare  che le zampe sono di colore verde chiaro. Questo è il colore delle zampe della sgarza ciuffetto nei giovani esemplari oppure nella stagione fredda. In primavera e in estate, e cioè nel periodo riproduttivo, le zampe degli esemplari adulti assumono una tonalità rosea o tendente al giallo-arancio come si può notare nella foto sotto riprodotta

Sgarza ciuffetto in posa sulla vegetazione flottante. Oasi Ca’ di Mezzo – Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.

La sgarza ciuffetto spesso la possiamo scorgere in cerca di cibo sopra le coperture di vegetazione flottante

Sgarza ciuffetto a caccia su vegetazione flottante. Valle Millecampi a Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.
Sgarza ciuffetto su vegetazione flottante. Valle Millecampi a Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.

Le forme di vegetazione flottante rivestono molta importanza negli ecosistemi naturali in quanto svolgono un’importane funzione di depurazione e ossigenazione dell’acqua oltre a fornire un ambiente naturale per molte specie di animali.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Un airone rosso (Ardea purpurea) a caccia di prede

Movimenti lenti, passo felpato, immobilità… questi gli elementi comportamentali principali che ho notato osservando  un airone rosso a caccia di prede.

Un esempio da cogliere per gli amanti come me della fotografia naturalistica dell’avifauna.

Nel video seguente che ritrae un airone rosso intento a cacciare su un terreno erboso si possono notare tutti questi particolari…

L’airone rosso (Ardea purpurea) è un elegante uccello dal piumaggio color bruno rossiccio con sfumature grigie.

La sommità del capo è nera mentre presenta una striatura color nero tra il capo e il collo.

Primo piano di airone rosso. Evidente la striatura nero rossiccia tra il capo e il collo. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

Può raggiungere un’altezza di 90 cm e un peso di circa 1400 grammi. L’apertura alare può raggiungere i 150 cm.

Ama spesso mimetizzarsi tra i cespugli, il che a volte lo rende difficile da individuare.

La sua dieta può variare dai pesci, molluschi e crostacei ai piccoli mammiferi.

Airone rosso con un piccolo roditore appena catturato. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

Vive in ambienti umidi come lagune, fiumi, risaie e laghi.

Lo si può scorgere sia a terra che sugli alberi.

Airone rosso. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

E’ un uccello abitualmente migratorio che sverna nell’Africa sub-sahariana.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Gli uccelli hanno le ali – Un’anatra Casarca Ferruginea (Tadorna Ferruginea) a Costabissara

Premessa: vedere e fotografare libera in natura una Casarca Ferruginea(Tadorna Ferruginea) non è usuale.

Il motivo?

La Casarca Ferruginea è un’anatra molto rara in Italia e quindi il suo incontro è molto fortuito. E’ più comune nell’Europa orientale. Ad esempio la sua presenza in inverno è frequente nel mar Nero.

Come sono nati questi miei scatti fotografici?

Da una dritta.

Un amico di nome Stefano, nome di fantasia, che risiede in aperta campagna, vede passare in volo sopra la sua fattoria due anatre dal piumaggio color arancio-ruggine che mai aveva visto prima.

Chiama il suo amico fotografo Luca, nome di fantasia,  il quale dopo una breve descrizione capisce che si tratta di un esemplare di Casarca Ferruginea

Luca mi gira l’informazione e quindi mi indirizzo verso il luogo di avvistamento di questo raro uccello che ho la fortuna di ammirare e fotografare nei pressi di Costabissara, un Comune della provincia di Vicenza.

Come dice Luca “gli uccelli hanno le ali” e quindi possono sempre riservare sorprese, possono allontanarsi o comparire dove meno te lo aspetti.

Esemplare di casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando è in volo la casarca mette in evidenza tutta la bellezza del suo piumaggio che si presenta di colore bianco, marrone, nero e verde iridescente.

Casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando a terra invece, come mostra il  video che ho registrato, la casarca presenta il suo piumaggio color arancio-ruggine.

In Italia la casarca ferruginea è protetta dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157 che prevede pesanti sanzioni civili e penali in caso di sua uccisione o detenzione irregolari.

Ringraziamenti

Un ringraziamento a Stefano e Luca che con le loro indicazioni  mi hanno dato la possibilità  di ammirare questo splendido volatile.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Passaggio della migrazione primaverile delle Gru cenerine (Grus grus) sopra i cieli di Costabissara (Vicenza)

Con un po’ di fortuna, rivolgendo lo sguardo al cielo e prestando attenzione al loro inconfondibile richiamo,  anche a Costabissara, un Comune veneto della provincia di Vicenza, si può assistere al passaggio migratorio delle gru cenerine.

Due sono i periodi durante i quali si può assistere a questo spettacolo della natura, in autunno, nei mesi tra ottobre e dicembre,  e in primavera.

Tra fine febbraio e marzo la migrazione primaverile delle gru porta questi uccelli dai luoghi di svernamento iberici, nord africa e medio orientali, ai quali erano giunti in autunno, a quelli riproduttivi del centro e nord Europa.

La pianura padana è una delle vie migratorie usate da questi grandi volatili e negli ultimi anni questa rotta ha registrato un cospicuo aumento nel numero di gru che la utilizzano.

Queste foto e video che ho realizzato mostrano lo spettacolare passaggio delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara:

Video realizzato il 06 marzo 2026. © Maurizio Romio
Passaggio primaverile delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine durante la migrazione primaverile. Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine. Costabissara 18 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine nella classica formazione a V, Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine. Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio

Note dell’Autore

Foto e video di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle foto e del video ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Altri articoli pubblicati nel blog che riguardano le gru cenerine

Gru cenerine nel Delta del Po: https://www.romio.family/2025/02/17/gru-cenerine-nel-delta-del-po/

Gru in volo sul Delta del Po. Giornata dedicata alla fotografia naturalisticahttps://www.romio.family/2025/02/08/gru-in-volo-sul-delta-del-po-giornata-dedicata-alla-fotografia-naturalistica/

Osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin” di Monte Novegno (Schio – Vicenza). Foto ©Maurizio Romio

L’osservatorio astronomico “don Francesco Faccin”, inaugurato nel 1986, sorge nella conca del Monte Novegno a quota 1.514 m s.l.m. nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza.

La sua ubicazione, protetta durante la notte dall’inquinamento luminoso, favorisce la visione nitida della volta celeste. L’osservatorio è gestito dal Gruppo  Astrofili di Schio.

Chi era don Francesco Faccin?

Don Francesco Faccin, sacerdote della Diocesi di Vicenza, al quale è intitolato l’osservatorio astronomico del Monte Novegno,  nacque a Schio (VI) il 3 settembre del 1871 e nel corso della sua breve esistenza, morì a soli 51 anni, il 21 ottobre del 1922, si dedicò con passione allo studio dell’astronomia e fu autore di innumerevoli scritti sull’argomento.

Note dell’autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Due uomini e un cane in cammino sulla neve sul Monte Novegno

Un raggio di luce illumina due persone e un cane in cammino su un sentiero innevato nella Busa del Monte Novegno, una conca prativa dell’altopiano del Novegno, nel territorio del Comune di Schio in provincia di Vicenza, il cui punto più elevato raggiunge i 1.552 m s.l.m.

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.

Ritorno sul Monte Novegno

Il Monte Novegno è una montagna delle Prealpi Vicentine che raggiunge un’altezza di 1.552 m s.l.m. e  le cui pendici partono dall’abitato di Schio, un comune della provincia di Vicenza.

Vedi post precedente – Monte Novegno

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione della foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente l’obiettivo M.Zuiko Digital ED 7‑14mm PRO (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 14-28 mm). La foto è stata scattata nel mese di febbraio 2026.