La bruciatura delle paglie di riso

La bruciatura delle stoppie e delle paglie per le superfici coltivate a riso, dove consentito dai regolamenti regionali e comunali, è una pratica che ha lo scopo di eliminare le sementi infestanti, i patogeni ed evitare nel corso degli anni la formazione nel terreno di composti dannosi per la coltivazione del riso.

La bruciatura delle stoppie e delle paglie è praticata, anche se in misura minore rispetto al passato, in varie aree della nostra penisola, come ad esempio nell’area del Delta del Po dove viene coltivato il Riso del Delta del Po I.G.P.

Risaia nel Delta del Po (foto Maurizio Romio)
Bruciatura delle paglie di riso nel Delta del Po (foto Maurizio Romio)
Bruciatura delle paglie di riso – Delta del Po (foto Maurizio Romio)
Bruciatura delle paglie nelle risaie del Delta del Po (foto Maurizio Romio)
Bruciatura delle paglie di riso – Delta del Po (foto Maurizio Romio)
La bruciatura delle paglie di riso al tramonto nel Delta del Po (foto Maurizio Romio)

(Le foto inserite nel post sono state scattate con una fotocamera Olympus Digital Camera OM-D E-M10 Mark III – lente Olympus M.Zuiko ED 17 mm F 1.2 PRO)

Vacanze 2020 nel Delta del Po

In questa estate del 2020 mi sono dedicato all’esplorazione della parte sud del Delta del Po.

Ho iniziato con una “zingarata” in gommone nel mese di luglio coinvolgendo mia moglie e i nostri due figli. Varo e alaggio del gommone a Scardovari e camping nautico lungo il Po delle Tolle.

In agosto campo base terrestre in caravan, in località Ca’ Mello, presso l’agriturismo “Caprissio”.

Agricampeggio Caprissio – notturna (foto Maurizio Romio)
La Via Lattea vista dall’agricampeggio Caprissio (foto Maurizio Romio)

Appassionato di fotografia, nel corso del tempo ho maturato alcuni obiettivi: fotografare un Martin Pescatore in volo, immortalare il salto di un delfino, fotografare i fenicotteri rosa nel loro ambiente naturale. Il Martin Pescatore in volo l’ho fotografato nell’estate del 2019 (https://www.romio.family/2019/10/01/how-fast-has-been-my-camera-olympus-pen-e-pl3/), questa estate del 2020 ho fotografato il salto del delfino e i fenicotteri rosa.

Di seguito alcuni scatti fotografici effettuati con una fotocamera Olympus OM-D E-M10 Mark III.

Ho piacere sottolineare inoltre che in questi luoghi immersi nella natura io e la mia famiglia abbiamo avuto modo di conoscere molta brava gente, accogliente e simpatica, ricca di tradizioni e conoscenze che gentilmente ci hanno trasmesso.  Ricordo fra le tante persone conosciute il signor Angelo che ci ha parlato delle risaie, il signor Simone che ci ha parlato dell’importanza in questi luoghi delle idrovore, dei musei del Delta del Po, dell’allevamento delle api, il signor X che ci ha raccontato di quanto ricchi di pesce erano in passato questi luoghi, la signora Micaela che ci ha reso edotti delle gioie e delle fatiche della coltivazione della lavanda, il signor Osvaldo e sua moglie che, per quanto abbiano nei loro viaggi visto i più bei luoghi del mondo,  amano ritornare in questi luoghi del Delta del Po.

Sacca degli Scardovari (foto Maurizio Romio)
Cavane in Sacca degli Scardovari (foto Maurizio Romio)
Sacca degli Scardovari (foto Maurizio Romio)
Cavane in Sacca degli Scardovari (foto Maurizio Romio)
Sacca degli Scardovari (foto Maurizio Romio)
Passeggiando con i delfini in località spiaggia di Barricata (foto Maurizio Romio – 17 agosto 2020)
Il salto del delfino di fronte al litorale di spiaggia Barricata (foto Maurizio Romio – 17 agosto 2020)
Fenicotteri Rosa nel Delta del Po (foto Maurizio Romio)
Fenicotteri Rosa nel Delta del Po (foto Maurizio Romio)
Aurora sul Po delle Tolle (foto Maurizio Romio)
Paesaggio in località Bacucco (foto Maurizio Romio)
Risaie in località Ca’ Mello (foto Maurizio Romio)
Vista sul faro di Goro dall’Isola dei Gabbiani (foto Maurizio Romio)
Ibis in volo (foto Maurizio Romio)

Uva Garganega Dorata

Nel mese di ottobre la vendemmia dell’uva sta volgendo al termine e l’uva Garganega Dorata  anticipa i colori caldi dell’Autunno.

Uva Garganega Dorata
Grappolo di uva Garganega Dorata

I ricordi vanno all’infanzia, alla raccolta dell’uva, al torchio a mano, alla tinozza per la fermentazione del mosto.

Imbottigliare il vino in casa

Per coloro i quali non producono direttamente il vino e per chi non è astemio la scelta è tra acquistare il vino in bottiglia o sfuso da imbottigliare. In questo secondo caso ci sono alcune accortezze da seguire.

Se il vino, prima di essere imbottigliato,  rimane a lungo conservato in cantina all’interno di una damigiana si può aggiungere in superficie un lieve strato di olio enologico per creare così una sorta di protezione naturale contro le alterazioni di carattere biologico. È necessario usare bottiglie ben pulite e asciutte. La tradizione dell’imbottigliamento vuole l’uso di tappi in sughero. Il tappo ha una funzione molto rilevante nella conservazione del vino in bottiglia quindi è importantissimo scegliere tappi in sughero di buona qualità, senza fessurazioni o pori, e sceglierli della lunghezza e del diametro adatti al tipo di bottiglia che abbiamo scelto in base al tipo di vino da imbottigliare.

Il livello del vino all’interno della bottiglia deve essere alla giusta distanza dal tappo, circa due centimetri, per poter permettere la compensazione di eventuali aumenti di pressione.

Anche il modo di conservazione delle bottiglie riveste la sua importanza. Meglio se le bottiglie sono riposte orizzontalmente in quanto il tappo in sughero una volta bagnato aumenta di volume e permette di ottenere così un’ottima chiusura. Da sottolineare che il vino sa da tappo solo quando è stato usato un tappo in sughero di scarsa qualità… contaminato da funghi. A volte sul fondo della bottiglia si può formare del deposito. Non ci si deve preoccupare…  questi fondi di bottiglia sono piccoli cristalli di sali minerali naturali dovuti al fatto che il vino non ha subito trattamenti. In fase di consumazione per eliminare i fondi si può procedere ad un lento travaso da un contenitore ad un altro avendo l’accortezza nei vini frizzanti di procedere prima del travaso al raffreddamento del contenuto.

Ed ora… facciamo Cin cin.

Maurizio

Le foto pubblicate sono state scattate fra i vigneti che si estendono sulle dolci colline di Costabissara con una fotocamera Olympus OM-D E-M10 Mark III dotata di obiettivo ED 40-150 mm F4.0-5.6 R.