Cantico di Frate Sole noto anche come il Cantico delle Creature: testo di San Francesco d’Assisi. Parafrasi, commenti e traduzione (in Inglese) a cura di Maurizio Romio.

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Teca contenente reliquia di San Francesco d’Assisi esposta nella Basilica di Sant’Antonio di Padova in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026), Padova 13 giugno 2026. Foto di Maurizio Romio

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San Francesco d’Assisi compone la lode a Dio e alle Sue creature proprio nel momento in cui queste stanno svanendo alla sua vista, a seguito di una grave malattia che lo ha colpito agli occhi.

Il beato Francesco, in questo vissuto fisico di estrema sofferenza, apre la sua mente e il suo Spirito ad una vista  “interiore”.

Attraverso la sua mente e il suo Spirito “vede” le Creature che lo circondano come mai le ha viste prima (ora lui è quasi completamente cieco). Vede Dio negli elementi della Natura…e attraverso gli elementi della Natura ringrazia Colui che li ha creati.

Corre l’anno 1224…

Il Cantico di Frate Sole di S. Francesco d’Assisi

(Alba a Costabissara, 14 agosto 2026. Foto Maurizio Romio)

Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Signore altissimo, onnipotente e buono,

a Te appartengono le lodi, la gloria, l’onore e ogni benedizione.

(Most High, all-powerful, good Lord,

Yours are the praises, the glory, the honor, and every blessing).

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Ad te solo, Altissimo, se konfàno

et nullu homo ène dignu te mentovare.

A te solo, Altissimo, si confanno (le lodi, la gloria e l’onore e ogni benedizione)

e nessun uomo è degno di menzionarti.

(To You alone, Most High, belong (praise, glory, honor, and every blessing),

and no man is worthy to mention You).

/

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,

spetialmente messor lo frate sole,

lo qual è iorno, et allumini noi per lui.

Benedetto Tu sia, mio Signore, con tutte le tue Creature,

specialmente con messor fratello Sole,

il quale è “giorno”, e attraverso lui ci illumini.

(Blessed be You, my Lord, with all Your creatures,

especially Brother Sun,

who is “day,” and through whom You give us light).

/

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,

de te, Altissimo, porta significatione.

E lui (nostro fratello Sole) è bello e radiante (ci dà calore) con grande splendore,

in lui risiede il significato di Te, Altissimo, (calore, affetto, Amore, Fonte di Vita…).

(And he (our brother Sun) is beautiful and radiant (giving us warmth) with great splendor;

he bears the meaning of You, Most High (warmth, affection, Love, Source of Life…).

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Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle,

in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato sii, mio Signore, per sorella Luna e le Stelle,

in Cielo le hai formate splendenti, preziose e belle.

(Praised be You, my Lord, for Sister Moon and the stars;

in the heavens You formed them, shining, precious, and beautiful).

/

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento

et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato sii, mio Signore, per mio fratello Vento,

e per l’Aria, e per il nuvolo e il sereno, e per ogni tempo

attraverso il quale alle tue creature dai sostentamento.

(Praised be You, my Lord, for my brother Wind,

and for the Air, for the cloudy and the clear, and for every weather

through which You give sustenance to Your creatures).

/

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato sii, mio Signore, per (mia) sorella Acqua,

la quale è molto utile.. e umile… e preziosa… e casta.

(Praised be You, my Lord, for my sister Water,

who is very useful… and humble… and precious… and chaste).

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Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,

per lo quale ennallumini la nocte,

et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato sii, mio Signore, per (mio) fratello Fuoco,

per mezzo del quale1 illumini la notte,

e lui è bello… e giocondo… e robusto… e forte

(Praised be You, my Lord, for my brother Fire,

through whom You light up the night,

and he is beautiful… and joyful… and robust… and strong).

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Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato sii, mio Signore, per sorella nostra Madre Terra,

la quale ci sostenta (ci nutre) e ci governa 2,

ed ella (nostra madre Terra) produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.

(Praised be You, my Lord, for our sister Mother Earth,

who sustains us (nourishes us) and governs us2,

and brings forth (our Mother Earth) various fruits with colourful flowers and grass).

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Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,

et sostengo infirmitate et tribulatione.

Laudato sii, mio Signore, per quelli che perdonano aiutati dal tuo amore,[il perdono reso possibile attraverso il supporto amorevole di Dio (nota a cura di M.R.)],

e sostengono infermità e tribolazioni.

(Praised be You, my Lord, for those who forgive, aided by Your love [forgiveness is made possible through God’s loving support (Author’s note Maurizio Romio)],

and who endure infirmities and tribulations).

/

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace,

ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Beati quelli che li affronteranno (infermità e tribolazioni) in pace,

da te, Altissimo, saranno portati in trionfo.

(Blessed are those who face them (infirmities and tribulations) in peace;

by You, Most High, they shall be borne in triumph).

/

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,

da la quale nullu homo vivente pò scappare:

Laudato sii, mio Signore, per nostra sorella Morte corporale,

dalla quale nessun uomo vivente può scappare:

(Praised be You, my Lord, for our sister Bodily Death,

from whom no living man can escape: …)

/

guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;

guai a quelli che moriranno nei peccati mortali [che uccidono Spirito e Anima (nota di M.R.)];

(Woe to those who die in mortal sins [which kill the Spirit and the Soul (Author’s note Maurizio Romio)];…)

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beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati,

ka la morte secunda no ‘l farrà male.

beati quelli che la morte corporale troverà nelle Tue santissime volontà,

in modo che la seconda morte [quella che ha la possibilità di uccidere lo Spirito e l’Anima (nota a cura di M.R.)] non farà loro del male.

(Blessed are those whom bodily death finds in Your most holy will,

so that the second death [the one capable of killing the Spirit and the Soul (Author’s note Maurizio Romio)] will do them no harm).

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Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate

et serviateli cum grande humilitate.

Lodate e benedite il mio Signore, e ringraziate

e serviteli (i nostri Fratelli) con grande umiltà.

(Praise and bless my Lord, give thanks

and serve our Brothers with great humility).

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Note e commenti a cura di Maurizio Romio:

  1. per mezzo del quale1 significa che tutti noi siamo o possiamo essere strumenti di Dio; (through which¹ it means that we are all, or can all be, instruments of God;)
  2. ci governa 2

Ci sono invece civiltà, culture e ideologie che vogliono essere loro a governare, sottomettere e dominare la Madre Terra e le Creature che su di essa vivono, essere umani compresi, in un rapporto basato sulla forza e sullo sfruttamento anziché sul rispetto.

(governs us2)

(There are, however, civilisations, cultures and ideologies that seek to govern, subjugate and dominate Mother Earth and the creatures that live upon her – including human beings – in a relationship based on force and exploitation rather than respect).

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Dedico con amore questo mio post ai cari figli Saverio e Sebastiano

Il Grande Spirito – Sopra (e sotto) i cieli di Costabissara

Dio ci parla…

Cerca di essere saggio come la volpe,

cerca di fare in modo che il tuo Spirito voli alto come l’aquila,  prendi dalla Natura solo ciò che è strettamente necessario,

Aquila reale con la sua preda. Costabissara, Vicenza, 03 luglio 2026. Foto © Maurizio Romio

 sii amorevole come le rondini, 

che il tuo luogo sia all’aperto e non chiuderti dentro mura…

Note dell’Autore

Foto © Maurizio Romio scattate in data 3 luglio 2026 a Costabissara (Vicenza), Italy.  

Ero in piedi, all’aperto, nei pressi di roggia Contarina, vicino a casa, e stavo osservando e fotografando l’imboccata ai pulli di rondine quando giunge e si ferma ad osservarmi un bel esemplare di volpe rossa. Di lì a poco alzo la testa al cielo e sopra di me passa un’aquila reale (Aquila chrysaetos) con il suo cibo quotidiano.

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“Se Dio possiede il potere di comunicare con noi in qualunque modo…allora perché Dio non potrebbe comunicare con noi attraverso un animale, un uccello, un fiore o nella maniera che Lui ritiene valida o opportuna?”

Frase ispiratami dal libro “Il vento è mia madre – Vita e insegnamenti di uno sciamano pellerossa” di Bear Heart con la collaborazione di Molly Larkin, Edizioni Il Punto D’Incontro. Titolo originale del libro “The wind is my mother – The life and teachings of a Native American shaman”. Prima edizione americana pubblicata nel 1996 da Clarkson N. Potter, Inc./Publishers, New York.

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“If God possesses the power to communicate with us in any way… then why couldn’t God communicate with us through an animal, a bird, a flower, or in whatever manner He deems valid or appropriate?”

A thought inspired by the book “Il vento è mia madre – Vita e insegnamenti di uno sciamano pellerossa” by Bear Heart with Molly Larkin (Edizioni Il Punto D’Incontro). Original title: “The Wind Is My Mother: The Life and Teachings of a Native American Shaman”. First American edition published in 1996 by Clarkson N. Potter, Inc./Publishers, New York.

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Vedi anche:

Può un airone cenerino (Ardea cinerea) ingoiare un’anguilla di grandi dimensioni?

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Un airone cenerino (Ardea cinerea) può catturare ed ingoiare un’anguilla di grandi dimensioni?

A giudicare dalle immagini che seguono, sembrerebbe proprio di sì.

Ho immortalato questa scena nell’aprile 2026 lungo le rive del canale Altopiano, nei pressi della zona umida artificiale di fitodepurazione Ca’ di Mezzo, situata nel comune di Codevigo, in provincia di Padova.

Ma come fa l’airone a ingoiare un “capitone”, termine usato per indicare un’anguilla di grandi dimensioni?

Grazie al suo apparato digerente, che illustrerò brevemente in questo articolo.

Innanzitutto, va sottolineato che l’airone cenerino si nutre principalmente di piccoli mammiferi, pesci, anfibi, rettili e nidiacei di altri uccelli. Nel particolare caso riportato nell’articolo, l’airone cenerino ha avuto la fortuna – per lui – di catturare un’anguilla di grandi dimensioni.

Come si può notare dalle foto, l’airone ha un becco lungo e molto appuntito con il quale trafigge e afferra saldamente la sua preda.

I pesci vengono ingoiati dall’airone per la testa per il semplice motivo che in questo modo scivolano più facilmente all’interno dell’apparato digerente e le loro scaglie non danneggiano gli organi interni.

Con il becco e la lingua l’airone dirige la sua preda nell’esofago.

Nell’airone l’esofago si presenta molto elastico e dotato di una zona che può ulteriormente dilatarsi chiamata gozzo. Queste caratteristiche dell’esofago permettono all’airone di poter ingoiare prede intere di grosse dimensioni.

Nella foto seguente si può notare il caratteristico rigonfiamento sul collo dell’airone che ha appena inghiottito la grossa anguilla.

Il cibo dall’esofago passa allo stomaco che negli uccelli è costituito da due parti, il proventricolo e il ventricolo.

Nel proventricolo, noto anche come stomaco ghiandolare, il cibo viene scomposto dai succhi gastrici. Il cibo passa poi al ventricolo, chiamato anche stomaco muscolare, per essere triturato. Il ventricolo, in altre parole, svolge la funzione per cui sono deputati i nostri denti, la masticazione.

Questo spiega perché spesso vediamo alcuni uccelli ingoiare piccoli sassolini. Soprattutto nel caso degli uccelli granivori i piccoli sassolini aiutano, nel ventricolo, la macinazione delle sementi, quest’ultime molto più difficili da “triturare” rispetto ad esempio ad un pezzo di carne o ad un pesce.

Il cibo prosegue poi il suo percorso nel tratto finale dell’intestino crasso, il colon e il retto,  che termina nella cloaca e con l’orifizio cloacale.

In conclusione cosa possiamo dire?

Gli uccelli in generale hanno un tratto digerente molto sviluppato che permette loro una digestione del cibo in tempi molto ristretti. In condizioni normali non trattengono molto cibo al loro interno per lunghi periodi o non accumulano grasso in quanto  il peso superfluo renderebbe il loro volo ancora più dispendioso di energie. Nel caso specifico dell’airone un’anguilla di tali dimensioni non è forse una preda  troppo grande per le sue caratteristiche fisiche? 

Video. Un airone cenerino cattura ed ingoia un’anguilla di grandi dimensioni

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Note dell’Autore

Foto e video di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

La nostra immagine riflessa

“Spesso ci concentriamo sull’immagine di noi stessi che si riflette nel mondo esterno, ma così facendo perdiamo di vista la nostra unicità e il nostro valore. Inevitabilmente, questa immagine riflessa – che dipende dagli altri – non ci darà mai una rappresentazione accurata del nostro valore, del nostro essere, del nostro vero Io. Dipenderà sempre dal mondo esterno, da circostanze esterne al di fuori del nostro controllo. Guardando la foto del cigno che scivola sull’acqua… cosa è più nitido: il riflesso o il cigno stesso?” Maurizio Romio

The reflection of our immagine

“We often focus on the image of ourselves reflected in the outside world, but in doing so we lose sight of our uniqueness and our worth. Inevitably, this reflected image – which depends on others – will never give us an accurate representation of our worth, of our very being, of our true self. It will always depend on the outside world, on external circumstances beyond our control. Looking at the photo of the swan gliding across the water… which is clearer: the reflection or the swan itself?” Maurizio Romio

Note dell’Autore

Foto di Maurizio Romio ©. La foto pubblicata in questo post è stata scattata lungo il corso d’acqua del torrente Astico nel mese di maggio 2026. Per la realizzazione della fotografia ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync.

Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) – Sequenza immagini della cattura di un pesce

Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) – tecniche di pesca

Come caccia le sue prede la sgarza ciuffetto?

Di seguito un breve video realizzato con una serie di foto scattate in sequenza che ritraggono una sgarza ciuffetto intenta a pescare.

Sono rimasto stupito da due elementi: la forza che quest’uccello dimostra nelle gambe e nelle zampe nel far presa sul tronco del ramo nel momento in cui si protende in avanti per prendere la preda, in questo caso costituita da un piccolo pesce. Mi domando poi come la sgarza ciuffetto sia riuscita a vedere la sua preda nell’acqua torbida…

Sgarza ciuffetto si lancia per catturare la sua preda. Isola della Donzella, Delta del Po. © foto Maurizio Romio.
Sgarza ciuffetto con un pesce appena catturato. Isola della Donzella, Delta del Po. © foto Maurizio Romio.

Rimanendo focalizzati sulle zampe della sgarza ciuffetto nella foto sopra riprodotta possiamo notare  che le zampe sono di colore verde chiaro. Questo è il colore delle zampe della sgarza ciuffetto nei giovani esemplari oppure nella stagione fredda. In primavera e in estate, e cioè nel periodo riproduttivo, le zampe degli esemplari adulti assumono una tonalità rosea o tendente al giallo-arancio come si può notare nella foto sotto riprodotta

Sgarza ciuffetto in posa sulla vegetazione flottante. Oasi Ca’ di Mezzo – Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.

La sgarza ciuffetto spesso la possiamo scorgere in cerca di cibo sopra le coperture di vegetazione flottante

Sgarza ciuffetto a caccia su vegetazione flottante. Valle Millecampi a Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.
Sgarza ciuffetto su vegetazione flottante. Valle Millecampi a Codevigo (PD). © foto Maurizio Romio.

Le forme di vegetazione flottante rivestono molta importanza negli ecosistemi naturali in quanto svolgono un’importane funzione di depurazione e ossigenazione dell’acqua oltre a fornire un ambiente naturale per molte specie di animali.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Un airone rosso (Ardea purpurea) a caccia di prede

Movimenti lenti, passo felpato, immobilità… questi gli elementi comportamentali principali che ho notato osservando  un airone rosso a caccia di prede.

Un esempio da cogliere per gli amanti come me della fotografia naturalistica dell’avifauna.

Nel video seguente che ritrae un airone rosso intento a cacciare su un terreno erboso si possono notare tutti questi particolari…

L’airone rosso (Ardea purpurea) è un elegante uccello dal piumaggio color bruno rossiccio con sfumature grigie.

La sommità del capo è nera mentre presenta una striatura color nero tra il capo e il collo.

Primo piano di airone rosso. Evidente la striatura nero rossiccia tra il capo e il collo. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

Può raggiungere un’altezza di 90 cm e un peso di circa 1400 grammi. L’apertura alare può raggiungere i 150 cm.

Ama spesso mimetizzarsi tra i cespugli, il che a volte lo rende difficile da individuare.

La sua dieta può variare dai pesci, molluschi e crostacei ai piccoli mammiferi.

Airone rosso con un piccolo roditore appena catturato. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

Vive in ambienti umidi come lagune, fiumi, risaie e laghi.

Lo si può scorgere sia a terra che sugli alberi.

Airone rosso. Foto © Maurizio Romio aprile 2026.

E’ un uccello abitualmente migratorio che sverna nell’Africa sub-sahariana.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Gli uccelli hanno le ali – Un’anatra Casarca Ferruginea (Tadorna Ferruginea) a Costabissara

Premessa: vedere e fotografare libera in natura una Casarca Ferruginea(Tadorna Ferruginea) non è usuale.

Il motivo?

La Casarca Ferruginea è un’anatra molto rara in Italia e quindi il suo incontro è molto fortuito. E’ più comune nell’Europa orientale. Ad esempio la sua presenza in inverno è frequente nel mar Nero.

Come sono nati questi miei scatti fotografici?

Da una dritta.

Un amico di nome Stefano, nome di fantasia, che risiede in aperta campagna, vede passare in volo sopra la sua fattoria due anatre dal piumaggio color arancio-ruggine che mai aveva visto prima.

Chiama il suo amico fotografo Luca, nome di fantasia,  il quale dopo una breve descrizione capisce che si tratta di un esemplare di Casarca Ferruginea

Luca mi gira l’informazione e quindi mi indirizzo verso il luogo di avvistamento di questo raro uccello che ho la fortuna di ammirare e fotografare nei pressi di Costabissara, un Comune della provincia di Vicenza.

Come dice Luca “gli uccelli hanno le ali” e quindi possono sempre riservare sorprese, possono allontanarsi o comparire dove meno te lo aspetti.

Esemplare di casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando è in volo la casarca mette in evidenza tutta la bellezza del suo piumaggio che si presenta di colore bianco, marrone, nero e verde iridescente.

Casarca ferruginea (Tadorna Ferruginea) in volo (foto © Maurizio Romio)

Quando a terra invece, come mostra il  video che ho registrato, la casarca presenta il suo piumaggio color arancio-ruggine.

In Italia la casarca ferruginea è protetta dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157 che prevede pesanti sanzioni civili e penali in caso di sua uccisione o detenzione irregolari.

Ringraziamenti

Un ringraziamento a Stefano e Luca che con le loro indicazioni  mi hanno dato la possibilità  di ammirare questo splendido volatile.

Note dell’Autore

Video e foto di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione del video e delle foto ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Passaggio della migrazione primaverile delle Gru cenerine (Grus grus) sopra i cieli di Costabissara (Vicenza)

Con un po’ di fortuna, rivolgendo lo sguardo al cielo e prestando attenzione al loro inconfondibile richiamo,  anche a Costabissara, un Comune veneto della provincia di Vicenza, si può assistere al passaggio migratorio delle gru cenerine.

Due sono i periodi durante i quali si può assistere a questo spettacolo della natura, in autunno, nei mesi tra ottobre e dicembre,  e in primavera.

Tra fine febbraio e marzo la migrazione primaverile delle gru porta questi uccelli dai luoghi di svernamento iberici, nord africa e medio orientali, ai quali erano giunti in autunno, a quelli riproduttivi del centro e nord Europa.

La pianura padana è una delle vie migratorie usate da questi grandi volatili e negli ultimi anni questa rotta ha registrato un cospicuo aumento nel numero di gru che la utilizzano.

Queste foto e video che ho realizzato mostrano lo spettacolare passaggio delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara:

Video realizzato il 06 marzo 2026. © Maurizio Romio
Passaggio primaverile delle gru cenerine sopra i cieli di Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine durante la migrazione primaverile. Costabissara 06 marzo 2026. Foto Maurizio Romio
Stormo di gru cenerine. Costabissara 18 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine nella classica formazione a V, Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio
Gru cenerine. Costabissara 23 febbraio 2026. Foto Maurizio Romio

Note dell’Autore

Foto e video di Maurizio Romio ©. Per la realizzazione delle foto e del video ho utilizzato come corpo macchina una OM SYSTEM OM-1 MARK II e come lente il teleobiettivo OM System M.Zuiko ED 150–600mm f/5.0-6.3 IS Sync (lunghezza focale equivalente nel formato 35mm: 300-1200 mm).

Altri articoli pubblicati nel blog che riguardano le gru cenerine

Gru cenerine nel Delta del Po: https://www.romio.family/2025/02/17/gru-cenerine-nel-delta-del-po/

Gru in volo sul Delta del Po. Giornata dedicata alla fotografia naturalistica: https://www.romio.family/2025/02/08/gru-in-volo-sul-delta-del-po-giornata-dedicata-alla-fotografia-naturalistica/