La Terra respira

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L’immagine che ho scattato di primo mattino, con il paesaggio immerso nel vapore acqueo, mi ha fatto pensare che “la Terra respira”, portandomi a fare alcune riflessioni.

Alito di vita

Alito -> vapore -> acqua -> Vita

L’alito è l’aria che un essere vivente emette durante la respirazione ed è composto principalmente da gas atmosferici e vapore acqueo.

Dice Ogotemmêli[i]: “La forza vitale della Terra è l’acqua. Dio ha impastato la terra con l’acqua. Nello stesso modo, Egli ha fatto il sangue con l’acqua. Anche nella pietra vi è questa forza, perché l’umidità è ovunque”.

Sta scritto nella Genesi: «Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.» (Genesi 2,7).

Il termine “essere vivente” accomuna l’uomo alle altre creature viventi.

Ma allora, cos’è che distingue in particolare l’uomo dalle altre specie viventi, animali o vegetali? Il teologo Eugen Drewermann, nel suo saggio “Sulla immortalità degli animali”, sostiene che gli animali hanno un’anima immortale. Secondo il gesuita Giovanni Marchesi la differenza sta nel fatto che l’uomo, diversamente dagli altri esseri viventi, oltre al corpo e all’anima, ha anche in dono lo Spirito. Nel Nuovo Testamento si legge, nella parte conclusiva della prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi: “Il Dio della pace vi santifichi totalmente e tutto il vostro essere, spirito, anima e corpo, siano custoditi irreprensibili per la parusia del Signore nostro Gesù Cristo” (1Ts 5,23).

Il potere della parola


«Di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito», si legge nel Vangelo (Matteo 8, 5-13; Luca 7, 1-10). La parola ha potere? Essa contiene gli elementi della vita, sia fisica (acqua e calore) sia spirituale. La parola può guarire, ferire, uccidere, perdonare, salvare, condannare, rendere felici o tristi: la parola è energia vitale.

«E l’uomo, avendo potenza sulla parola, può dirigere la forza vitale», si legge nel saggio Muntu. La civiltà africana moderna (Giulio Einaudi Editore, Torino, 1961, p. 134). A pagina 135 dello stesso libro, il saggio dogon Ogotemmêli ribadisce: «In questo mondo la parola è di tutti; bisogna scambiarsela, affinché vada e venga, essendo cosa buona prendere e ricevere forze vitali».


[i] Pag. 51, “Dio d’acqua. Incontri con Ogotemmêli” di Marcel Griaule. Editore:‎ Bollati Boringhieri. Data di pubblicazione:  25 ottobre 2002. Ristampa marzo 2025

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Bibliografia:

Muntu. La civiltà africana moderna. Editore: 1961 Giulio Einaudi editore spa, Torino. Traduzione di Gustavo Glaesser. Pima edizione “Reprints Einaudi”, 1975

Nota. Muntu. La civiltà africana moderna è un saggio scritto dall’etnologo tedesco Janheinz Jahn, pubblicato per la prima volta nel 1958. Titolo originale: Muntu. Umrisse der neoafrikanischen Kultur. Editore: Eugen Diederichs Verlag, Düsseldor

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Dio d’acqua. Incontri con Ogotemmêli di Marcel Griaule. Editore:‎ Bollati Boringhieri.Data di pubblicazione:  25 ottobre 2002. Ristampa marzo 2025

Note:

“Dio d’acqua. Incontri con Ogotemmêli” è un libro che racconta la vita e la cultura dei Dogon, un popolo del Mali, attraverso gli occhi di Ogotemmêli, un anziano cacciatore rimasto cieco a causa di un incidente. Fu scelto dai sacerdoti e dai notabili Dogon proprio per la sua straordinaria memoria e intelligenza per rivelare a Griaule la complessa cosmogonia del suo popolo. L’autore, Marcel Griaule, nel 1946 registrò le conversazioni con Ogotemmêli in merito al sistema di credenze dei Dogon e successivamente le pubblicò nel libro intitolato Dieu D’eau. Entretiens avec Ogotemmêli (1948).

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“Sull’immortalità degli animali” è un saggio del teologo tedesco Eugen Drewermann. Originariamente pubblicato in Germania nel 1990 con il titolo Über die Unsterblichkeit der Tiere, il libro è stato pubblicato in Italia dall’editore Neri Pozza nel 1997 e successivamente ripubblicato dall’editore Castelvecchi nel 2013. L’opera include una prefazione della scrittrice Luise Rinser.

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